Il pennello a ventaglio è uno di quegli strumenti che, a prima vista, possono lasciare qualche dubbio. Le setole disposte a semicerchio sono molto diverse da quelle di un normale pennello piatto o tondo e non è sempre intuitivo capire come sfruttarle. Eppure, una volta appreso il movimento corretto, il pennello a ventaglio diventa estremamente versatile. Può essere utilizzato per sfumare delicatamente due colori, ammorbidire un bordo troppo netto, creare texture naturali e realizzare con rapidità effetti come erba, chiome degli alberi, capelli, pelliccia, nuvole e piccoli riflessi.
Il segreto è non trattarlo come un normale pennello. Caricarlo con troppo colore e trascinarlo pesantemente sulla superficie, per esempio, quasi sempre produce una macchia compatta che annulla proprio il vantaggio della sua particolare forma. Il pennello a ventaglio lavora invece molto bene con quantità controllate di colore, pressione leggera e movimenti brevi. Con un po’ di pratica permette di ottenere effetti complessi attraverso gesti sorprendentemente semplici.
Come è fatto il pennello a ventaglio
Il pennello a ventaglio prende il nome dalla disposizione delle setole, che si aprono lateralmente formando una sagoma simile a un piccolo ventaglio. Questa struttura consente alle singole estremità delle setole di entrare in contatto con la superficie in punti differenti, creando contemporaneamente diversi segni sottili.
È proprio questa caratteristica a renderlo interessante. Con un pennello tradizionale, per dipingere numerosi fili d’erba o piccoli peli potrebbe essere necessario procedere quasi uno per uno. Con il ventaglio, invece, una sola pressione può lasciare diversi segni irregolari.
Esistono pennelli a ventaglio con setole morbide e altri decisamente più rigidi. La differenza non è secondaria. Un modello morbido tende a essere indicato per sfumature leggere, passaggi delicati e colori relativamente fluidi. Uno con setole più resistenti permette invece di spostare colori più densi e creare texture maggiormente evidenti.
Anche la dimensione conta. I ventagli piccoli sono più facili da controllare quando si dipingono particolari minuti, mentre quelli larghi risultano comodi per lavorare su aree più grandi o per creare sfumature estese.
Come caricare correttamente il colore
Molti problemi nell’utilizzo del pennello a ventaglio nascono ancora prima di toccare la tela. Il punto critico è la quantità di colore caricata sulle setole.
Non bisogna immergere completamente il pennello nella pittura come si potrebbe fare con un pennello piatto. In questo modo gli spazi tra le setole si riempiono e il ventaglio tende a trasformarsi in una massa compatta. Il risultato sarà una pennellata larga e uniforme anziché una serie di segni distinti.
È preferibile prelevare una piccola quantità di colore soltanto con le estremità delle setole. Si può appoggiare leggermente il bordo del ventaglio sulla pittura preparata sulla tavolozza e quindi fare qualche prova su una zona libera della tavolozza stessa o su un foglio.
Le setole dovrebbero rimanere visibilmente separate. Se sono completamente incollate tra loro dal colore, probabilmente ne è stato prelevato troppo.
Con colori molto densi può essere utile distribuire preventivamente la pittura sulla tavolozza in uno strato sottile. Il pennello riuscirà così a raccoglierne soltanto una piccola quantità. Non serve complicarsi la vita: spesso questo semplice accorgimento cambia completamente il risultato.
La pressione giusta durante la pittura
Con il pennello a ventaglio vale una regola particolarmente importante: meno pressione si esercita, più semplice diventa mantenere distinti i segni prodotti dalle setole.
Premendo con forza, il ventaglio si schiaccia sulla superficie e tende a lasciare un’impronta piena. Sfiorando invece la tela con le punte si ottengono linee, puntini e texture molto più naturali.
Una buona esercitazione consiste nel caricare appena il pennello e realizzare una serie di tocchi aumentando gradualmente la pressione. Si vedrà immediatamente come cambia l’impronta. È un esercizio semplice, ma aiuta a sviluppare quella sensibilità della mano che poi diventa fondamentale durante il lavoro vero e proprio.
Non esiste comunque una pressione corretta in assoluto. Dipende dall’effetto desiderato. Per un prato distante serviranno tocchi quasi impercettibili. Per una texture materica su una superficie astratta si potrà invece usare una pressione maggiore.
Come utilizzare il pennello a ventaglio per sfumare
Uno degli impieghi classici del pennello a ventaglio consiste nell’ammorbidire il passaggio tra due colori. È particolarmente utile quando una separazione appare troppo netta e si desidera ottenere una transizione più graduale.
In questo caso il pennello dovrebbe essere pulito e, generalmente, non carico di colore. Si passa delicatamente sulla zona di confine tra le due tonalità con movimenti leggeri e controllati. Lo scopo non è trascinare grandi quantità di pittura da una parte all’altra, ma favorire una fusione superficiale.
Conviene lavorare poco per volta. Dopo alcuni passaggi, è spesso utile pulire il pennello prima di continuare. Se le setole accumulano troppo colore, infatti, invece di sfumare iniziano a depositare una nuova miscela sulla superficie.
Questo dettaglio fa una grande differenza. Capita spesso di vedere una sfumatura inizialmente piacevole diventare progressivamente grigia o fangosa perché il pennello continua a mescolare colori ormai raccolti sulle setole.
Anche il momento in cui si interviene conta. Con colori acrilici è necessario lavorare prima che la pittura asciughi completamente, mentre con colori a olio i tempi sono generalmente più ampi.
Come ammorbidire bordi troppo netti
Non tutte le forme di un dipinto devono avere bordi perfettamente definiti. In molti soggetti, anzi, un contorno eccessivamente preciso può sembrare artificiale. Pensiamo alle nuvole, alla vegetazione lontana oppure a una zona immersa nella foschia.
Il ventaglio permette di rendere questi bordi più morbidi. Bisogna passare le estremità delle setole lungo il margine ancora lavorabile con movimenti molto leggeri. In questo modo alcune piccole quantità di colore vengono spostate oltre il contorno, attenuando lo stacco.
È importante non insistere. Due o tre passaggi possono essere sufficienti. Continuando a lavorare la stessa zona si rischia di perdere completamente la forma originaria.
Come dipingere erba con il pennello a ventaglio
Il prato è probabilmente uno degli esempi più conosciuti dell’utilizzo del pennello a ventaglio. La forma delle setole permette infatti di ottenere molti piccoli segni verticali con un unico movimento.
Si prepara sulla tavolozza il colore desiderato e se ne raccoglie una quantità minima con le punte. Il pennello viene quindi appoggiato sulla superficie e sollevato con un breve movimento verso l’alto. Non bisogna trascinarlo orizzontalmente.
Per ottenere un risultato naturale è fondamentale evitare la ripetizione meccanica. Se tutte le impronte hanno la stessa altezza, la stessa inclinazione e la stessa distanza, il prato sembrerà decorativo anziché realistico.
Meglio cambiare continuamente posizione, inclinazione e pressione. Alcuni fili possono essere verticali, altri leggermente piegati. Alcune zone saranno più dense, altre lasceranno intravedere il colore sottostante.
Per aumentare la profondità si può iniziare con una tonalità più scura e aggiungere progressivamente colori più chiari soltanto nelle zone illuminate. I tocchi chiari dovrebbero essere meno numerosi. Se si ricopre tutto con l’ultima tonalità, la profondità costruita precedentemente scompare.
Come creare alberi e fogliame
Il pennello a ventaglio è molto utile anche per suggerire la massa di piccoli rami, foglie e aghi, soprattutto nei paesaggi in cui non è necessario descrivere ogni elemento singolarmente.
Per il fogliame si utilizza generalmente il pennello attraverso piccoli tocchi irregolari. È meglio evitare di premere sempre con l’intera larghezza del ventaglio. Si può usare una volta il centro, un’altra un lato e successivamente soltanto alcune setole.
Questa variazione rompe la simmetria e produce un risultato più credibile.
Nel caso delle conifere, il pennello può essere utilizzato con piccoli movimenti laterali che partono idealmente dal tronco e procedono verso l’esterno. La larghezza dei segni aumenta man mano che ci si sposta verso la parte inferiore dell’albero.
Attenzione, però, all’effetto fotocopia. Ripetere esattamente lo stesso movimento a destra e a sinistra genera rapidamente un albero artificiale. La natura è irregolare. Lasciare qualche spazio vuoto e variare lunghezza e direzione dei rami produce quasi sempre un risultato migliore.
Come utilizzare il pennello a ventaglio per capelli e pelliccia
Capelli e pelliccia possono essere suggeriti sfruttando i numerosi segni paralleli prodotti dalle punte delle setole. Anche qui, però, bisogna controllare la quantità di colore.
Il pennello va caricato leggermente e trascinato nella direzione in cui naturalmente crescono i capelli o il pelo. Le pennellate dovrebbero seguire il volume del soggetto, non semplicemente andare dall’alto verso il basso.
Un errore comune consiste nel cercare di rappresentare ogni singolo capello fin dall’inizio. È molto più efficace costruire prima le grandi masse di colore e utilizzare il pennello a ventaglio solo nelle fasi successive per suggerire alcuni gruppi di fili e le zone illuminate.
Lo stesso principio vale per la pelliccia. Prima si stabiliscono volume, ombre e colore principale; poi si introducono le texture. Il dettaglio dovrebbe completare la forma, non sostituirla.
Come creare nuvole e foschia
Un ventaglio morbido può essere usato per rendere più delicati i contorni delle nuvole e per creare transizioni atmosferiche.
Dopo avere impostato le principali masse della nuvola con un altro pennello, si può passare il ventaglio molto leggermente sui bordi per integrarli con il cielo. I movimenti devono essere delicati e non necessariamente uniformi.
La parte inferiore di una nuvola può rimanere più definita, mentre alcuni margini esposti alla luce possono dissolversi maggiormente. Non bisogna quindi sfumare tutto allo stesso modo.
Per la foschia la pressione deve essere ancora più leggera. L’obiettivo è ridurre il contrasto e fondere appena alcune forme dello sfondo. È facile esagerare. Meglio fermarsi un momento prima di quanto sembri necessario e osservare il dipinto da una certa distanza.
Come ottenere texture con la tecnica del pennello asciutto
Il pennello a ventaglio si presta bene anche alla tecnica comunemente chiamata pennello asciutto. In pratica si utilizza pochissimo colore su setole quasi asciutte, facendo sì che la pittura venga depositata soltanto su alcune parti della superficie.
Dopo aver raccolto il colore, conviene scaricarne una parte sulla tavolozza o su carta assorbente. Il pennello viene poi passato con poca pressione sulla zona interessata.
Su una superficie leggermente ruvida il colore tende ad aderire soprattutto alle parti più sporgenti, creando una texture spezzata. È una tecnica utile per suggerire elementi come terreno, pietra, corteccia, vegetazione secca, riflessi o superfici consumate.
Il risultato dipende molto dalla quantità di pittura. Se il pennello è troppo carico non si ottiene più un vero effetto asciutto, ma una normale pennellata coprente.
Utilizzo con colori acrilici
Con gli acrilici il pennello a ventaglio può essere impiegato sia per texture sia per sfumature, ma bisogna tenere conto della rapidità con cui il colore tende ad asciugare.
Per sfumare due tonalità è necessario intervenire mentre sono ancora lavorabili. Preparare in anticipo colori, tavolozza e pennelli evita di perdere tempo proprio durante questa fase.
Per le texture con acrilici abbastanza densi si può invece lavorare con il pennello quasi asciutto e una quantità minima di pittura sulle punte. Un ventaglio relativamente elastico permette di controllare meglio il segno.
Se il colore è troppo denso per l’effetto desiderato, può essere regolato utilizzando un medium adatto alla pittura acrilica. L’acqua può essere impiegata in molti contesti per modificare la lavorabilità dell’acrilico, ma aggiungerne quantità eccessive non è automaticamente la soluzione migliore. Conviene seguire le indicazioni del produttore del colore e del medium utilizzato.
Utilizzo con colori a olio
La pittura a olio lascia generalmente più tempo per lavorare le transizioni, caratteristica che rende il ventaglio particolarmente interessante per sfumare e ammorbidire i bordi.
Il procedimento rimane comunque delicato. Se si continua a passare il pennello sopra colori differenti ancora freschi, questi finiranno inevitabilmente per mescolarsi. Quando il risultato comincia a perdere luminosità, conviene pulire il pennello e riprendere con setole pulite.
Un ventaglio con setole più resistenti può essere utilizzato anche con pitture relativamente corpose per creare texture. Un modello più morbido, invece, è adatto a interventi delicati sulla superficie.
La scelta dipende quindi meno dal nome del pennello e più dal tipo di segno che si vuole ottenere.
Utilizzo con acquerello
Anche nell’acquerello il pennello a ventaglio può trovare spazio, soprattutto per texture irregolari e piccoli elementi naturali. In questo caso il comportamento cambia notevolmente perché il colore è molto più fluido.
Caricando le setole con una miscela relativamente concentrata si possono creare piccoli segni per erba, rami sottili e vegetazione. Con una miscela più acquosa il risultato diventa morbido e diffuso.
Bisogna però considerare l’umidità della carta. Su carta asciutta i segni tendono a rimanere più definiti. Su una superficie già bagnata possono allargarsi e fondersi rapidamente.
Prima di intervenire direttamente sul dipinto è quindi utile fare una prova su un ritaglio dello stesso tipo di carta. Bastano pochi secondi e si evitano parecchie sorprese.
Errori comuni nell’utilizzo del pennello a ventaglio
L’errore più frequente è caricare troppo colore. Le setole si uniscono e il pennello perde la sua capacità di produrre segni separati. La soluzione è semplice: usare meno pittura e lavorare soprattutto con le estremità.
Un altro errore consiste nell’esercitare troppa pressione. Invece di piccoli dettagli si ottengono macchie larghe e compatte. Vale la pena allenarsi a sfiorare la superficie.
Bisogna poi evitare la ripetizione. Dieci impronte identiche una accanto all’altra sono immediatamente riconoscibili come prodotto del pennello. In un prato, in una chioma o nella pelliccia questo effetto risulta particolarmente evidente.
C’è infine un problema meno intuitivo: utilizzare il pennello a ventaglio per fare tutto. La sua forma è efficace proprio per determinati effetti, ma non sostituisce pennelli tondi, piatti o a lingua di gatto. Pensarlo come uno strumento complementare porta generalmente a risultati migliori.
Come pulire e conservare il pennello a ventaglio
La forma del pennello deve essere preservata durante la pulizia. Se le setole rimangono piegate o incollate tra loro, il ventaglio perde rapidamente precisione.
Il metodo di pulizia varia in base alla pittura utilizzata. Per prodotti a base acquosa si seguono le indicazioni previste per quel tipo di colore, mentre per la pittura a olio occorre usare procedure e prodotti compatibili con i materiali impiegati. In ogni caso è importante non lasciare asciugare la pittura all’interno della base delle setole.
Durante il lavaggio non bisogna tirare energicamente i peli né piegarli contro il bordo del recipiente. Una volta pulito, il pennello va rimodellato delicatamente con le dita riportando le setole nella caratteristica disposizione a ventaglio.
È preferibile lasciarlo asciugare in modo che l’acqua non ristagni all’interno della ghiera. Quando è completamente asciutto può essere conservato evitando che altri strumenti schiaccino lateralmente le setole.
Come fare pratica prima di utilizzarlo in un dipinto
Non serve sacrificare una tela per imparare. Un foglio adatto alla tecnica utilizzata, una piccola tela economica o una superficie di prova sono più che sufficienti.
Si può iniziare realizzando una serie di impronte con quantità diverse di colore. Poi si prova a cambiare pressione. Successivamente si utilizza soltanto un lato del ventaglio, quindi il centro e infine tutta la larghezza.
Vale la pena sperimentare anche l’angolazione. Tenendo il pennello quasi perpendicolare alla superficie si ottiene un segno diverso rispetto a quello prodotto inclinandolo. Trascinarlo genera ancora un’altra texture.
In pochi minuti si costruisce così una sorta di piccolo vocabolario di pennellate. È molto più utile che cercare di memorizzare una singola tecnica.
Come ottenere risultati più naturali
Il pennello a ventaglio diventa davvero efficace quando smette di essere riconoscibile il segno dello strumento. Può sembrare un paradosso, ma è proprio così.
Se osservando un albero si vedono chiaramente decine di impronte a ventaglio identiche, la tecnica ha preso il sopravvento sul soggetto. Per evitarlo bisogna introdurre variazioni.
Cambiare frequentemente pressione, quantità di colore, inclinazione e porzione delle setole utilizzata rende ogni impronta leggermente diversa. È utile inoltre alternare il ventaglio con altri pennelli. Alcuni dettagli possono essere aggiunti con un pennello tondo sottile, mentre le masse principali possono essere impostate con un pennello piatto.
Un altro accorgimento consiste nell’allontanarsi periodicamente dal lavoro. A pochi centimetri dalla tela è facile concentrarsi sui singoli segni; da uno o due metri diventa invece evidente se l’insieme funziona.
Quando conviene utilizzare il pennello a ventaglio
Il pennello a ventaglio è particolarmente utile quando bisogna creare molte piccole variazioni senza dipingerle individualmente, quando occorre ammorbidire una transizione o quando si vuole produrre una texture irregolare.
Erba, fogliame, capelli, pelo, rami sottili, riflessi e superfici naturali sono applicazioni tipiche, ma non rappresentano un limite. Nella pittura astratta, per esempio, la forma del ventaglio può essere sfruttata semplicemente per ottenere segni grafici insoliti.
La cosa più importante è capire quale impronta produce il proprio pennello. Due ventagli della stessa misura possono comportarsi in maniera diversa se cambiano lunghezza, materiale, densità e rigidità delle setole.
Per questo non esiste un movimento universale da ripetere in ogni situazione. Conviene fare qualche prova, osservare il risultato e adattare il gesto. È una piccola abitudine che evita parecchie frustrazioni.
Conclusioni
Utilizzare bene il pennello a ventaglio significa soprattutto imparare a controllare tre elementi: quantità di colore, pressione e movimento. Caricando soltanto le punte, lavorando con mano leggera e variando continuamente il gesto è possibile sfruttare la particolare disposizione delle setole per ottenere effetti difficili da riprodurre altrettanto rapidamente con un pennello tradizionale.
All’inizio è normale ottenere segni troppo regolari o macchie più larghe del previsto. Non significa che il pennello sia inadatto. Nella maggior parte dei casi basta ridurre la quantità di colore o la pressione.
Dopo qualche esercizio, il ventaglio può diventare un valido alleato soprattutto nella pittura di paesaggio e nella realizzazione delle texture. Il consiglio migliore è sperimentare prima su una superficie di prova, osservando cosa succede quando cambiano inclinazione, pressione e consistenza della pittura. Una volta compreso il comportamento delle setole, sarà molto più semplice decidere quando usare il pennello a ventaglio e, cosa altrettanto importante, quando scegliere invece un altro tipo di pennello.